| Roma,
22/05/2004 (di Teo Sògari)
Cari
membri e visitatori,
il
nostro Gianluca mi ha affidato l’incarico di esporre
il resoconto di questa magnifica serata ed io riferirò
quanto segue.
“Appena
finisco il mio compito di italiano in classe, il venerdì
precedente al concerto, esco subito da scuola perché
ci sono i miei zii ad attendermi per accompagnarmi a
Roma: non mi sembrava vero, il momento finalmente era
arrivato: per tutto il viaggio non ho fatto altro che
pensare a Valentina, che tipo fosse, o stavo pensando
al mio Fan club, come fossero i componenti dal vivo,
quali facce avessero quelli che non avevo visto in foto.
Tutto
ad un tratto arriva il giorno 22 (dall’agitazione
mi sveglio alle quattro!), passo la giornata con molta
ansia, fino a che non arrivano le quattro del pomeriggio.
Da solo prendo la metro che dalla Tiburtina mi porta
alla stazione Anagnina.
Per
ben mezz’ora (arrivo sul posto alle cinque in
punto) faccio avanti e dietro nell’attesa fino
a che un ragazzone alto coi basettoni e l’accento
modenese non si presenta: era Pegasus, naturalmente.
Con lui ho avuto il primo impatto col gruppo dal vivo:
abbiamo parlato dei componenti, del viaggio che ciascuno
di noi due aveva fatto e di Valentina naturalmente.
Ma il tempo passava, erano già arrivate le sei
meno un quarto e nessun’altro si era ancora fatto
vivo; devo dire che se non ci fosse stato Pegasus ad
intrattenermi, avrei pensato subito ad un bel bidone!
Ma subito dopo ecco scorgere una macchina alquanto singolare,
un maggiolino arancione: -E’ la macchina di Tristan!-
esclama Pegasus. E così dopo una lunga attesa
di ansia e trepidazione, finalmente arriva il nostro
amministratore Gianluca con Luca seguito dalla macchina
di Emanuele con Valbi. Ci siamo presentati e poiché
eravamo in netto ritardo ci siamo precipitati nelle
macchine per avviarci verso il luogo del concerto dove
ci aspettava il resto del gruppo. La mia ansia di vedere
Valentina si faceva ancora più forte quando Gianluca
mi diceva: -Vedrai quante sorprese stasera!- .
Con
le macchine di Gianluca ed Emanuele, anche se con un
po’ di ritardo, siamo arrivati verso le 18,20
alla parrocchia in via Acquaroni nel quartiere Tor Bella
Monaca dove si teneva il concerto di Valentina.
Dopo
che ci siamo riuniti con gli altri membri che erano
già arrivati (Lorenzo, Elisa, Teresa, Birillo,
Francesco ed altri), ho visto il gruppo al completo
e sono rimasto molto contento, perché era come
me lo aspettavo, anzi, meglio: in esso è insito
uno spirito di gruppo particolare, che lo rende molto
unito, proprio come una famiglia; fino alla fine della
serata abbiamo raggiunto circa una ventina di persone
(record assoluto, visto che questa volta erano presenti
persone che arrivavano da lontano, come me che venivo
da Bari o un altro ragazzo che veniva da Messina o lo
stesso Pegasus da Modena, o ancora Giacomo da Arezzo!).
Ci
siamo avvicinati presso il palco. Lì Lorenzo,
con il quale avevo fatto una grandissima conversazione
in chat prima di arrivare a Roma, mi dice: -Teo, guarda
che lì c’è Valentina!- . Figuratevi
io che avevo già i battiti a 3000 quando sento
queste parole! Devo confessare che non osai guardare
in fondo, proprio come quando durante la messa il sacerdote
fa la benedizione e l’assemblea deve chinare il
capo non guardandolo (anche perché c’era
il sole del pomeriggio che ci accecava).
Lì alcuni dei nostri membri (me compreso), si
sono inoltrati sempre di più fino a quando dai
raggi del sole che picchiavano ancora forti sui nostri
occhi non distinguiamo nella penombra la sagoma e poi
il viso di una personcina a noi molto famigliare….si
era proprio Valentina, e per me è stata una novità
assoluta, in quanto non l’avevo mai vista per
la prima volta dal vivo!
Indecifrabile è stata la mia reazione nel momento
in cui il nostro Gianluca ci ha esortato a salutarla,
vedendoci lì “pietrificati”, per
non parlare di quando si è fatta fotografare
con noi.
Devo
ammettere che me la immaginavo diversa, cioè
associavo la sua immagine a quella di due anni fa quando
cantò a S.Remo, quando era più paffuta,
aveva il viso più da bambina e i capelli corti…Insomma
la guardo come se fosse un extraterrestre, come se fosse
l’alter Christus insieme a gente comune.
Non
solo Dio mi ha dato la fortuna di salutarla come si
deve, ma poiché non riuscivo a spiccicare una
sola parola Gianluca si rivolge a lei e le chiede se
potevo fare una fotografia. Ha dovuto estrarla lui,
la mia macchinetta per fotografarmi, in quanto, il mio
sistema nervoso aveva subito una paralisi da shock
Quando si toglie la giacca poi e si accosta vicino a
me per la posa, era come se stessi ricevendo un qualche
sacramento! E lei? Io pensavo che le seccasse tutto
ciò, ma invece dalla faccia mi è sembrato
che lo facesse volentieri; non osavo neanche sfiorarla
con le mani, tanto mi sembrava come un qualcosa di sacro,
come se fosse la reliquia di un santo. Non mi ero ancora
ripreso che poi a catena si sono fatti fotografare gli
altri, dal primo all’ultimo.
Per
noi nuovi membri (io, Birillo, Giacomo), vederla da
vicino e scattare le foto con lei accanto sembrava come
se stessimo a dir poco sognando, benché l’avessimo
vista in carne ed ossa, ma lei, parlando e scherzando
con noi, ha fatto di tutto per farci sentire a nostro
agio.
Più
tardi, Gianluca era uscito con Luca per acquistare un
cuscino di fiori per il nostro angelo: era stato via
per circa mezz’ora, fino a che non lo vediamo
ritornare con un vassoio di paste offerte dal suo babbo.
Il gruppo si è buttato su quei dolci, poi sempre
Gianluca, ne offre uno a Valentina che lo azzanna solamente:
quel cannolo siciliano addentato da Valentina, è
stato divorato da Gianluca (perché lo aveva morso
lei.)
Teresa,
Valbi ed Elisa si sono cimentate nella realizzazione
di uno striscione…anche se non avevano a disposizione
un lenzuolo e delle bombolette ma solo un rotolo di
cartoncino bianco con un pennarello nero! Comunque,
le cose semplici sono spesso le migliori, difatti con
la scritta “Roma, 22/5/2004 BENTORNATAA!!!! Il
tuo Fan Club”, lo striscione ha avuto il suo effetto
al punto tale che Valentina alla fine del concerto se
l’è portato via…
Nel
pieno delle prove la nostra Vale ci ha dato una sorta
di anteprima:“Lei verrà” di Mango,
in cui ci ha fatto pregustare la prima di una serie
di tante emozioni che avremmo poi condiviso durante
il concerto.
Sempre nelle prove è partita la base di “Senza
origine”senza che lei cantasse e sinceramente
mi ha colpito molto la voce che faceva da “controcanto”:
me la sono impressa nella memoria in quanto io canto
in un coro polifonico e sono solito cantare in controcanto
qualsiasi pezzo; quindi un pezzo in più mi avrebbe
fatto comodo.
Più
tardi, all’imbrunire alcuni di noi hanno approfittato
a “cenare” presso la parrocchia: io ho preferito
non mangiare perché tutte quelle emozioni in
pochissime ore mi avevano provocato una certa acidità
di stomaco, ma posso riferire che i componenti si sono
divertiti anche in quel banchetto serale fatto di salsicce,
e porchetta; ad esempio Pegasus si è divertito
a fotografare a tradimento la Valbi mentre stava mangiando
con ingente appetito.
Nel frattempo stavo scambiando due parole con Elisa
che si preoccupava dei nuvoloni che si stavano avvicinando,
avendo avuto brutte esperienze con la pioggia durante
i concerti. Ma ogni tanto continuavo a vedere Valentina,
la quale non ha fatto poi così tante prove tecniche
come invece le ha fatte la cantante che veniva prima
di lei, ma preferiva starsene più tra sè,
appartata, sola soletta col cellulare in mano…mi
era passato di mente di andarle a parlarle (perché
le cose che ho da dire a lei sono veramente tante e
quelle poche cose che sono riuscito a dire non ne hanno
esaurito neanche la metà)…ma ho preferito
non essere troppo invadente.
Verso
le 21 è incominciato il concerto.
Nel corso di questo concerto, come era previsto nel
programma della parrocchia, si è esibito per
più di un’ora un gruppo napoletano (gruppo
che solo in seguito abbiamo saputo che aiuterà
Valentina nei prossimi tours).
Tuttavia, tra una canzone napoletana e l’altra,
il nostro club moriva dalla voglia di vedere e di ascoltare
Valentina. Alcuni si alzavano, altri brontolavano, per
esempio mi ricordo di Valbi che era alquanto imbestialita.
Quindi,
dopo un’ansimante attesa, eccola che entra silenziosamente
sul palco, esordendo con un magnifico “Senza Origine“.
Noi membri del gruppo ci siamo alzati dalle sedie che
sfortunatamente avevano piazzato lì e ci siamo
comunque accostati verso i bordi del podio sostenendo
calorosamente il nostro striscione di “Bentornataa!!!!”.
Durante la sua celestiale e paradisiaca esibizione abbiamo
vissuto e condiviso dei momenti indimenticabili e entusiasmanti,
nonostante una certa indisponenza di alcuni membri del
pubblico locale, protratta fino alla fine del concerto,
indisponenza causata evidentemente dall’inefficienza
del servizio d’ordine presente, indisponenza che
ha mortificato e screditato non solo il contesto del
concerto, ma finanche la dignità della nostra
amatissima artista.
In ogni caso, lasciando da parte questi spiacevoli inconvenienti,
la straordinaria Valentina si è esibita nei brani
più entusiasmanti: da “Senza Origine”
ad altri brani di “Creatura Nuda”, come
un intensissimo “Mi fai vivere”, un energico
“Dovevo dire di no” ed un apoteotico quanto
celeberrimo ( mio preferito) “Il passo silenzioso
della neve”, che è stato lo sfragis del
suo repertorio.
Devo
ammettere che ascoltare questi meravigliosi brani sul
cd, non ha niente a che vedere con l’ascolto dal
vivo. Soprattutto con i suoi brani, perché io
do e darò sempre il primato ai pezzi di “Creatura
Nuda”: mi sembrava di lievitare nell’aria,
tanto che Gianluca mi ha guardato strano dal momento
che stavo quasi immobile mentre gli altri, compreso
lui, si muovevano ed ondeggiavano a suon di musica:
quando sentivo quei virtuosismi celestiali mi lasciavo
trasportare da loro in maniera “metafisica”;
parlo soprattutto del “passo silenzioso della
neve”, il mio prediletto.
Oltretutto
la cosa più importante di quel concerto è
stata la sua voce, particolarmente carica ed acuta,
ad un punto tale che ha saputo modulare i suoni in maniera
così eccezionale che ha saputo eseguire meravigliosamente
brani che non erano suoi.
Difatti ha eseguito covers di vari autori come “Lei
verrà” di Mango ( da come lo ha cantato
sembrava proprio suo), “Un inverno da baciare”
di Marina Rei, “In bianco e in nero” di
Carmen Consoli, “La cura “di Battiato, “Il
cielo d’Irlanda” della Mannoia, “Così
celeste” di Zucchero (brano a me molto caro),
e “Gioco di bimba” delle Orme; questo ultimo
brano mi ha letteralmente commosso dal profondo e Valentina
farebbe bene ad assimilarlo come pezzo suo, in quanto
rispecchia perfettamente il suo stile; ma mi ha commosso
la sua delicata dolcezza che ha esibito nella canzone
che ben si è sposata col contenuto del brano,
una dolcezza a mò di “favola” alla
maniera di Angelo Branduardi. E’ questo che non
ho potuto fare a meno di notare durante le varie esibizioni:
il suo coinvolgimento quasi mistico che molte volte
si è trasformato in una delicatissima dolcezza
che si è configurata nel suo viso, come se volesse
esprimere l’innocenza delle “piccole cose
“ come in “Gioco di Bimba”.
Ma
la sua esibizione ha raggiunto il suo momento catartico
con l’indescrivibile ed irraccontabile “Non
piango più”, del suo nuovo singolo ( l’ho
sentito per la prima volta, in quanto non riesco a trovare
il cd, e anche qui mi è scappata qualche lacrima
dalla commozione), per poi terminare con il bis de “Il
passo silenzioso della neve”.
Alla fine del concerto le abbiamo consegnato il bellissimo
cuscino di fiori che era talmente lungo, che la superava
in altezza!
Lei per ringraziarci, ha cantato un altro bis dedicandocelo:
“Senza origine”.
Valentina
è andata avanti con la sua energia, la sua perizia
tecnica nello strumento, visto che lei stessa ha eseguito
le parti del whistle e la sua dolcezza e disponibilità
verso tutti, cosa che ho riscontrato personalmente.
Difatti, nonostante i protratti fastidi subiti sia da
noi, sia dalla povera Vale, i quali ho già citato
e preferirei sorvolare, lei si è mostrata cordialissima
anche dopo il concerto, concedendo autografi, ulteriori
fotografie, per il nostro fan club e quant’altro.
Più e più volte ho ripetuto davanti a
Valentina che non riuscivo ancora a crederci che fosse
lì avanti a me e lei per tutta risposta mi diceva
ironicamente che era la sua controfigura.
Ho
constatato che Valentina è una ragazza innanzitutto
dolcissima non solo nei suoi atteggiamenti ma mentre
cantava appunto; ha il senso dell’umorismo ma
sembra che le adulazioni la mettano in imbarazzo: io
l’ho riempita di complimenti alla fine del concerto
e lei sembrava come se fosse a disagio. Sembra una persona
molto calma, a volte ha quasi l’aria da sognatrice.
Verso
la fine della serata l’abbiamo salutata uno per
uno e l’abbiamo finanche accompagnata fino alla
macchina, visto il contesto in cui ci trovavamo. Poco
prima che salisse in macchina, nell’oscurità
sono riuscito a distinguere il suo sorriso di rimando
al mio: quella è stata l’ultima mia più
grande gioia della serata.
Dopodiché,
visti i fastidi di certe persone, lasciata Valentina,
ci siamo salutati piuttosto di fretta. Giacomo se ne
è andato con la sua macchina, Emanuele anche
con altri, io, Pegasus, Luca ed Elisa ce ne siamo andati
col maggiolone di Gianluca supermolleggiato.
E
ridendo e scherzando, in una serata ormai decadente,
il primo ad arrivare a casa ( di mia cugina) sono io,
dove Gianluca, prima che io salissi in casa mi ha affidato
il compito di scrivere questa relazione, per il quale
io sono rimasto molto lusingato e contento di aver concluso
in bellezza la giornata più bella della mia vita.”
Teo
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