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Resoconto concerto Ridotti

Ridotti (AQ), 23/05/2004 (di §Tristan§)

Un gregge incontrato lungo la strada per Ridotti!E così eccomi qui a raccontare l’avventura che ci ha coinvolto nel giorno del concerto di Valentina presso Ridotti, frazione di Balsorano (AQ)!
Il concerto di apertura del Tour 2004 di Roma, tenutosi il giorno precedente, è stato meraviglioso, e non vedo l’ora di rivivere le stesse emozioni al live di Ridotti!

L’appuntamento per la partenza è alle ore 15 a Roma, vicino casa di Teresa, ma giungo in ritardo di una ventina di minuti dalle sue parti. Questo potrebbe apparire un particolare insignificante ma, come vi accorgerete continuando a leggere, forse non lo è.
Teresa mi raggiunge insieme al suo amico Fabio: anche a lui piace Valentina, e venne a vederla già due anni fa a TRL - Total Request Live, la popolare trasmissione di MTV.

Così saliamo tutti e tre in macchina, facciamo benzina e cominciamo il nostro viaggio verso Ridotti!
Prendiamo la A24 in direzione L’Aquila: la nostra intenzione è di uscire ad Avezzano e da lì proseguire per una strada provinciale che ci porti nella località in cui si tiene il concerto. Il tempo però non è dei migliori: piove forte e la visibilità è scarsa… sospettiamo che il concerto potrebbe venire annullato. Era già successo a Moiano, durante il Tour 2002.

Dopo circa una quarantina di chilometri di autostrada, quando si incomincia a parlare di Valentina e si entra pian piano in “clima concerto”, ci troviamo ad imboccare una galleria: qui, nello stupore generale, vediamo un uomo a piedi in mezzo alla nostra corsia sbracciarsi e farci segno di fermarci… noi freniamo piuttosto bruscamente fino ad arrestarci. Davvero non ci aspettavamo una cosa del genere!
Prima di renderci conto di ciò che sta succedendo, vediamo davanti a noi una lunga fila di macchine ferme dentro questa galleria, mentre l’uomo sopracitato continua a fermare altre macchine che giungono a forte velocità dietro di noi. Il suono delle frenate che sentiamo rimbombano per tutta la galleria, e in noi comincia a salire un pò di preoccupazione per la situazione che si sta venendo a creare.
Il palco come si presenta al nostro arrivo! Scendo dalla macchina per capire cosa stia succedendo, e sento degli uomini gridare in lontananza, quasi stessero litigando.Vedo sopraggiungere lungo il marciapiede laterale opposto alla nostra corsia un poliziotto con una torcia-segnalatore in mano, una di quelle lunghe che emettono una luce rossa o gialla a righe. Le ho sempre viste nei film americani, quando ricreano una scena di lavori in corso o di strada chiusa, non pensavo le avessimo anche in Italia. L’agita in modo da segnalare alle macchine che arrivano di fermarsi; lo stridere dei pneumatici si fa sempre più forte e frequente. Inoltre, la galleria comincia a riempirsi di ossido di carbonio a causa dei motori accesi delle auto in sosta, e non è un piacere respirarlo.
Così il poliziotto, applicando una procedura standard che si usa in questi casi, invita tutti gli automobilisti e passeggeri a spegnere il motore, chiudere le macchine ed incamminarsi a piedi lungo il marciapiede verso l’uscita della galleria. E’ il panico! Consiglio a Teresa e Fabio di scendere dalla macchina e di fare quello che dice l’agente. Così cominciamo a camminare insieme ad altri automobilisti lungo lo stretto marciapiede della galleria. Alcune persone si arrabbiano con il poliziotto per la veemenza con la quale invita la gente ad uscire, ed il tutto contribuisce ad aumentare la tensione che già si respirava.
Camminando giungiamo in prossimità dell’uscita della galleria; quando già ci sentiamo meglio nel vedere quello spiraglio di luce, capiamo il perché di tutto quello che sta accadendo: un camper incastrato in mezzo a due automobili messe di sbiego, occupano in larghezza entrambe le corsie di marcia e ostruiscono completamente il passaggio.
Uno scenario apocalittico si para davanti a noi: tra luci ad intermittenza dell’auto della polizia che si diffondono lungo l’arcata superiore, gente che corre a destra e sinistra, urla in lontananza, mi sembra di trovarmi all’interno di un action-movie, ma francamente la cosa non mi eccita neanche un po’. E’ tutto vero e la cosa ci spaventa
Arriviamo infine all’uscita della galleria, dove troviamo già un discreto gruppo di persone confuse ma in buone condizioni e, potere di Valentina, l’unica preoccupazione che emerge parlando tra noi tre, è che con tutto questo trambusto forse non riusciremo ad arrivare in tempo per il concerto!
Quando già lo sconforto comincia ad assalirci, qualcuno riesce a disincastrare il camper dagli altri due mezzi e a portarlo fuori dalla galleria. Si apre così tra le due corsie una stretta via, giusta per far passare una macchina per volta. La nostra salvezza!
Torniamo velocemente nella galleria e riprendiamo la macchina… lentamente seguiamo la fila e usciamo da quel luogo, riprendendo il nostro viaggio.

Alla sera si accendono le luci festose nella via principale di Ridotti!Seppure il pensiero di arrivare a Ridotti tiene impegnata la mente, le immagini della nostra disavventura ci ripassano davanti a tratti. E’ stato un piccolo shock, e io non posso fare a meno di pensare che se non fossi arrivato in ritardo e fossimo partiti puntualmente, non è detto che non saremmo rimasti coinvolti nell’incidente. E’ un’ipotesi remota certo, ma credo che quella delle coincidenze sia una riflessione naturale in questi casi.

Usciamo dall’autostrada e prendiamo la provinciale, arrivando fino all’uscita “Balsorano”. Possibile che sia così semplice? Infatti no… entriamo nel paese di Balsorano, ma di frazioni che si chiamano “Ridotti” neanche l’ombra. Così Teresa scende dalla macchina ed entra nel classico Bar dello Sport della località per chiedere lumi.
Tornando ci dice che a Ridotti si arriva tramite un’altra uscita della provinciale, quella di “Ridotti” appunto. All’anima della frazione… si trova a 20 km di distanza da Balsorano!! La cosa comunque non ci sorprende più di tanto: quando si tratta di andare a vedere Valentina in concerto si finisce sempre in posti impossibili. Mai trovato un luogo al primo colpo! Ci consola comunque vedere che il tempo migliora: adesso pioviggina appena.

Torniamo sulla strada provinciale e infine prendiamo l’uscita giusta. Da qui, cominciamo una lunga e ripida salita sull’Appennino abruzzese lungo la quale incontriamo i primi manifesti del concerto. Una salita che, ragazzi credetemi, sembra non finire mai: si sale, si sale, si sale, tanto che ad un certo punto mi scappa di dire “Fra un po’ arriviamo al cancello con San Pietro che ci aspetta con le chiavi in mano”.
Invece incontriamo un gregge di pecore con pastore e cane pastore annessi che pascolano in mezzo alla strada. Poi dicono che gli alimenti latticini non sono più sani come un tempo… ci credo! Gli fanno mangiare l’asfalto invece dell’erba a questi poveri ovini! Ammetterai un po’ di bruciore di stomaco...

Insomma, tutte a noi capitano! Mi chiedo che altro ancora possa succedere in questa giornata… e la mia richiesta viene esaudita subito: giungiamo infatti a Ridotti intorno alle 17.30 e, sulla piazza principale vediamo il palco… montato a metà! Ha ricominciato a piovere e sia i tecnici del service che i componenti del complesso sono rifugiati in camion e monovolume.
Ci guardiamo intorno e, apparte una decina di ragazzi che sotto la tettoia della chiesa si riparano dalla pioggia e i gestori di un chiosco ambulante di panini, non scorgiamo altre forme di vita umana… cominciamo a prendere coscienza del fatto che probabilmente il concerto non si terrà.

In quel mentre un ragazzo del service esce al camion e si avvicina per salutarci. Ci dice che il concerto è in forse per via del maltempo, e che stanno aspettando l’arrivo di Valentina, Davide e Tommaso per decidere il da farsi insieme al comitato locale, organizzatore dell’evento.
Già il sapere che Valentina sarebbe venuta comunque ci risolleva il morale, dato che tra di noi stava serpeggiando la sensazione di aver altrimenti fatto un viaggio a vuoto.

Fuochi pirotecnici prima dell'inizio del concerto di Valentina!Intanto spiove un pò ed escono dalla monovolume alcuni componenti della band di Valentina, che vengono a darci il benvenuto. Daniela (la corista-cantante) da lontano, rivolgendosi a noi dice: “Ah, ecco gli irriducibili!”.
Il tastierista e il batterista ci confidano di aver visitato più volte il sito del Gruppo, aggiungendo che è molto bello, e ci fanno i complimenti! Il chitarrista invece, ammette di essere onorato di avere la possibilità di suonare insieme a Valentina quest’estate, perché gli piace molto il genere musicale che fa e perché ritiene Vale una ragazza umile e in gamba. Inoltre parlando con loro scopriamo che nella stagione precedente il complesso si chiamava “Alma nera

Mentre siamo intenti ad ordinare un panino con la salsiccia al chiosco, qualcuno ci avverte che Valentina e Davide sono in ritardo e non arriveranno se non dopo le 19, così Teresa ci propone di fare un salto dai suoi familiari che abitano non lontano da Ridotti.

Così riprendiamo per la terza volta nel giro di un’ora la provinciale che oramai (come direbbe Valbi) è diventata la nostra migliore amica ed arriviamo nel paese natìo di Teresa, dove ad accoglierci in casa sua troviamo la mamma con i due fratelli che ci invitano seduta stante a cena. Proviamo a fare un po’ di complimenti, ma all’idea di rinunciare ad un’originale e genuina cena ciociara ci mangiamo le mani… così alla fine cediamo!
La mamma di Teresa ci prepara un succulento primo: tonnarelli fatti in casa dalla stessa signora con gamberi… ragazzi ci sareste dovuti essere! Non posso spiegarvi il sapore di quella pasta… è una cosa che si avvicina molto al celestiale!
Dopo la cena purtroppo dobbiamo scappare per tornare a Ridotti… ringraziamo infinitamente e riprendiamo la provinciale… e 4!

Torniamo intorno alle 20.30 nella piazza di Ridotti… vediamo Davide chiacchierare con alcuni ragazzi del comitato locale, andiamo a salutarlo e ci dice che il concerto è in forse… dove ho già sentito questa frase?
Ad un certo punto ci giriamo e, meraviglia delle meravglie, in mezzo ad alcuni ragazzi che le parlano, scorgiamo Valentina! EVVIVA!!! Ci vede e allora noi ci avviciniamo per salutarla… indovinate cosa ci dice? “Non so se stasera si fa il concerto”. Ma cos’è un virus?
Salutiamo anche Tommaso che appare il più crucciato tra tutti. In quel momento il nostro sconforto è davvero a livelli abissali, sebbene la presenza di Valentina ci allievi il dispiacere.

Smette di piovere. Perdiamo di vista Valentina, ma veniamo travolti dalla notizia che ti salva una giornata intera: il comitato ha deciso che il concerto si farà!!!
Tutto ad un tratto si rimette in moto il magico circo della musica, e in un’ora scarsa vediamo risorgere il palco con tutti gli strumenti sopra e iniziare le prove. Incredibile quali miracoli possano accadere quando c’è di mezzo Valentina… è portatrice di buona ventura!

Valentina in concerto, con un insolito look jeans e felpa!A proposito di Valentina, ma dov’è finita? Eccola infilarsi in fretta dietro il palco e nascondersi dentro il camion del service… le danno un microfono e comincia a fare le prove della voce lì dentro, per non farsi vedere dal pubblico che inizia a venire in piazza. Prova la bellissima “Senza Origine”, e mentre i componenti suonano mi accorgo che questi, nonostante siano le 22.30 non si sono cambiati. Ci viene il sospetto, poi fondato, che sia Valentina che la band per risparmiare tempo suoneranno con gli abiti da “viaggio”.

Senza comprendere a fondo dove finiscano le prove e dove cominci il concerto, Daniela canta le prime due canzoni di repertorio, annunciando che tra poco, subito dopo i fuochi d’artificio, salirà sul palco Valentina Giovagnini. Noi cominciamo già a sfregarci le mani!

La band smette di suonare, si spengono le luci e partono i fuochi, bellissimi quanto brevi. Durante lo spettacolo pirotecnico scorgo Valentina dentro la stiva del camion, il suo viso illuminato dolcemente da quelle luci colorate… arrivano i tre botti che perentoriamente scandiscono la fine di quel momento… parte la musica di “Senza Origine”, e come la felicità per il risveglio da un incubo, compare Valentina, che con un inedito look in jeans e felpa comincia a cantare, venendo accolta da un bell’applauso del pubblico che si dimostra assai più caloroso di quello romano del giorno precedente.

Non so spiegarvi cosa abbia potuto significare per me vivere quel momento, dopo una giornata come la nostra, passata nel continuo dubbio di dovercene tornare a casa con un nulla di fatto.
E come per magia, dopo la fine della pioggia, arrivano anche le stelle a rendere omaggio al nostro angelo casual!

Dopo la prima canzone Valentina ringrazia tutti per aver reso possibile questo concerto che sembrava impensabile fino all’ultimo, in più saluta i Membri del suo Fan Club presenti questa sera, noi sorridiamo. Stasera sembra più emozionata di ieri.

E’ incredibile quanta sicurezza e disinvoltura abbia acquisito lei nello stare sul palco rispetto alla tournèe di due anni fa. Avevo notato dei passi avanti già l’anno scorso a Montegranaro, ma qui e a Roma sono più evidenti, anche dal punto di vista del canto. Riprova ne è la tranquillità con cui prende note alte come quelle iniziali di “Creatura nuda” o il ritornello di “Non piango più”.

Quando canta “Mi fai vivere” rifletto sul motivo per il quale questa canzone, la mia preferita di Valentina, sia sopravvissuta all’inevitabile “taglio” dell’album che è stato fatto in questo tour per fare posto alle 7 cover. Mi piace pensare che sia perché sa che è la canzone più amata dalla maggior parte dei Membri del Gruppo…

Le cover sono qualcosa di meraviglioso. Alcune le canta bene, altre sembra proprio siano suoi brani: è il caso di “Lei verrà” e di “Gioco di bimba”. Soprattutto in questo secondo brano Valentina è di una dolcezza straordinaria quando la interpreta. Il contrasto tra il testo e il significato della canzone è piuttosto netto, crudo. Ma credo sia stato voluto così dagli autori, e Valentina lo reinterpreta in maniera perfetta.

Valentina dopo il concerto, mentre firma autografi e parla con il pubblico locale!Fra i miglioramenti che citavo sopra, dobbiamo senz’altro aggiungere il whistle, che qui Valentina, rispetto al tour di 2 anni fa, utilizza molto di più e con maggiore enfasi… sembra proprio un’estensione della sua splendida voce!

Quando arriva “Il passo silenzioso della neve” rimango scosso: si dice che del proprio cantante preferito non si amino mai i pezzi più famosi, ma io qui mi sono commosso veramente, proprio con le lacrime agli occhi. E’ incredibile ragazzi, ascolto le sue canzoni dal 2002, con questo sono arrivato a 8 concerti più le trasmissioni tv e le manifestazioni in cui ha cantato dal vivo, eppure non so come sia possibile, io ogni volta che le sento cantare questa canzone provo le stesse incredibili sensazioni della prima volta.

Giunge il momento di “Non piango più”, brano la cui forza e impatto che produce in noi è troppo coinvolgente.
Potrei stare a parlare di questo concerto per ore, dato che le canzoni sono belle dalla prima all’ultima. Anzi, il live mi ha aiutato a riscoprire piccole perle a cui non avevo mai dato considerazione come “La cura” e “Così celeste”.

Arriva il bis del “Passo” e la fine del concerto, che come tutte le volte mi suscita un po’ di tristezza, soprattutto considerando che la prossima data è a quasi un mese di distanza!

Alcuni ragazzi raggiungono il retro del palco per fare foto e autografi con Valentina… inutile ch’io mi soffermi sulla sua gentilezza e disponibilità, dato che ormai ne conosciamo le qualità tutti più che bene!

Passiamo insieme a lei molto tempo e parliamo di un sacco di cose, tra cui i motivi per i quali sono state scelte le cover che esegue.
Dato che dove siamo la luce per fare foto è scarsa, Vale ci invita a salire sul palco dove i fari avrebbero meglio illuminato i nostri scatti. Ne approfittiamo per fare la foto di Gruppo con lei, i componenti della band e Davide Pinelli!

E proprio Davide, con una fretta d’altri tempi, sollecita Valentina ad andare in macchina perché tardi. In effetti è l’una passata!
Ci salutiamo affettuosamente e ci diamo appuntamento al prossimo concerto. Dalla macchina che si allontana Valentina ci saluta ancora…

Foto di Valentina con la sua band, Davide Pinelli e alcuni Membri del Gruppo!Quando lei va via sento come se se ne andasse una parte di me che mi è indispensabile… mi succede sempre così.

Torniamo alla nostra auto, ci rimettiamo in viaggio e per la quinta e ultima volta (e menomale!) riprendiamo la strada provinciale con la quale a questo punto possiamo dire di essere cresciuti insieme!

Durante il viaggio di ritorno ascoltiamo la registrazione del concerto e continuiamo a cantare fino all’arrivo a Roma, dove ci salutiamo tutti e ognuno torna a casa sua.

 

Spero di aver esaudito le vostre curiosità raccontandovi di questa splendida giornata e di una ragazza che dove ci sono nuvole porta il sole, fuori e dentro di te. Le emozioni, quelle no, non sono uno scrittore per potervele trasmettere… però chi è stato ad un concerto di Valentina Giovagnini avrà compreso le mie parole.

Grazie per il tempo che avete dedicato a questa lettura, e al prossimo evento!

 

§Tristan§


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