| Pezze di Greco (BR),
18/7/2005 (di Joby)
E così eccomi qui a raccontarvi la stupenda giornata che è stata quella del 18 Luglio 2005, per me il secondo concerto di Valentina a cui ho assistito. Ricordo ancora i brividi del primo a Mugnano. Indescrivibili le emozioni che provai! E stavolta, ad un’anno e un mese circa di distanza, le ho provate di nuovo, sicuramente ancora più forti!
Ma metto da parte le mie considerazioni e inizio subito a raccontarvi la giornata.
La mattina del giorno tanto atteso mi alzo e vado a suonare con la mia band. Dopo che abbiamo finito, tutti mi augurano un buon concerto e andiamo tutti a pranzare. A casa i miei mi chiedono a che ora dobbiamo partire. Alla risposta “alle 4 e mezza” insorgono dicendo che è troppo presto e che non vogliono partire mentre fa così caldo; quindi decidono per le 17.30-18.00 e purtroppo, pur facendo di tutto per anticipare l’ora, siamo partiti alle 18.00 :-S
Nel pomeriggio Salvatore e i miei iniziano a prepararsi mentre io prendo un paio di fogli d’album, un pennarello indelebile, una penna e un pennino da utilizzare per fare uno striscione (non ho trovato lenzuoli) e mentre metto su un cd tutti gli sfondi che ho realizzato per poi regalare il cd a Vale! Decoro il cd con la scritta “Sfondi!” col carattere con cui è scritta la copertina di “Creatura Nuda” e scrivo con un altro carattere “alla mia Musa ispiratrice”, infine firmo il cd con il mio nome, cognome e, tra parentesi, nickname. Fatto questo mi preparo anche io lavandomi e facendo sfoggio degli indumenti migliori del mio guardaroba :-)
Alle 18.00 circa ci lasciamo alle spalle casa nostra verso l’eccitante orizzonte che promette un concerto della nostra Dea! La strada è facile e rettilinea ma è il percorso che è lungo: infatti impieghiamo 2 ore circa per raggiungere Pezze di Greco. Una volta che abbiamo parcheggiato e siamo scesi dalla macchina, ci incamminiamo alla ricerca della piazza dove avrà luogo il concerto. Durante il percorso mia madre resta stupita dalla pulizia del paese e non manca di accostarsi a tutte le vetrine di vestiario che trova (classico istinto femminile! :-D).
Io e mio fratello non resistiamo più dall’eccitazione e ci mettiamo a correre per raggiungere la piazza. Svoltiamo l’ultimo angolo e ci ritroviamo in una piazzetta senza sedie ma col palco in fondo, e sul palco c’è… eccola lì, la Venere del nostro millennio!!! La visione è fiabesca! Ci avviciniamo incantati alla Fonte divina dei nostri sogni, alla Persona che riesce farci travolgere da cascate di emozioni con la sua voce e le sue melodie! Valentina indossa una maglietta sbracciata di un verde acqua luminoso ed una gonna bianca che le arriva poco sopra il ginocchio. È abbronzata e imbraccia lo strumento più caratteristico delle sue canzoni: la ormai famosa cornamusa spagnola!
Lei e il suo gruppo stanno provando e, mentre io e mio fratello attraversiamo la piazza senza staccarle gli occhi di dosso, riesco ad individuare gli altri membri. Riconosco subito il famigerato e carissimo Teo, ma affianco a lui c’è qualcun altro (“sicuramente un membro del fun club” penso) che non conosco. Una volta che io e Salvatore li abbiamo raggiunti, ci salutiamo e subito Teo mi dice: “Rosà! Ma dove ti sei cacciato?” Gli rispondo che sono arrivato in quel momento e gli chiedo se hanno già parlato con Vale. Intanto presento mio fratello e lo sconosciuto si presenta a noi; è Vito, Il caro Andromeda, il quale mi assicura subito che il rituale “ma tu sei Teo!” si è già tenuto nella scrupolosa osservanza delle regole! Teo risponde alla mia domanda dicendo che hanno già parlato con Vale, è stata molto tempo con loro (maledetti i miei che ci hanno fatto partire alle 18.00!). Chiedo di Tristan e Teo mi dice che non è potuto venire perché doveva lavorare; mi è dispiaciuto molto che non sia potuto essere presente.
Teo mi racconta degli argomenti di conversazione che hanno scambiato con Vale: hanno parlato soprattutto della sua cornamusa, di quanto sia difficile suonarla perché è molto complicata: bisogna modulare bene il suono facendo uscire l’aria in una certa maniera e mettere il gomito secondo certe posizioni per evitare che l’aria esca producendo suoni che non sono quelli desiderati. Girando lo sguardo noto qualcosa che mi dà una stretta allo stomaco, strabuzzo gli occhi e mi volto nauseato dall’altra parte. Anche mio fratello aveva notato quello che avevo notato io e un attimo dopo chiede “che ci fa il manifesto di gigi d’alessio sopra il manifesto di Valentina?!” proprio così: sulla bacheca sul fondo della piazza c’era il manifesto di gigi d’alessio e sotto (verticalmente) quello di Vale! Teo dice: “anche Salvatore l’ha notato! È un’accostamento pazzesco, stile dalle stelle alle stalle!”, “oppure dall’infermo al paradiso” dice Vito “o anche angeli e demoni” faccio eco io. Sempre guardando in quella direzione notiamo qualcuno che si rivela essere Maurizio (Rasputin) con la famosissima maglietta “Vale ti adoro” reduce di ogni concerto e raduno! Insieme a lui c’è la sua consorte Valentina. Maurizio ci racconta che la maglietta non è il risultato di un foglio trasferibile a caldo, ma è stata fatta direttamente da un artigiano di Roma “anche se adesso, a furia di lavaggi, si è scolorita e va rifatta”, dice. Detto questo osserviamo le prove di Vale mentre Teo, sognante, mi dice: “con la cornamusa le trasfigura le canzoni!”. Decidiamo di avvicinarci in modo che la possiamo salutare anche noi che siamo appena arrivati. Arriviamo sotto il paco e Teo la chiama: “Vale!”, lei ci guarda e sorride felice dicendoci “adesso scendo” e pochi minuti dopo eccola giù dal palco in mezzo a noi col suo fedele strumento. Io la saluto dicendo “ciao Vale! È un anno e un mese che non ci vediamo” mentre mio fratello si presenta. Vale gli sorride radiosa accarezzandolo sulla testa e pizzicandogli una guancia (che invidia!). Io e mio fratello le diamo insieme il cd con gli sfondi che ho preparato dicendo “ecco Vale, un omaggio”. Le spiego che sono gli sfondi che ho realizzato con le sue immagini. Le dico anche che c’è un altro membro che crea sfondi come me e lei dice subito: “ah si, elisa”, poi mi ringrazia per il piccolo regalo dicendo “lo devo guardare subito!”. Non avrei potuto chiedere di meglio! Anche stavolta parliamo della sua cornamusa e ci spiega che è formata da una pelle che costituisce la sacca di un bel colore blu velluto, e da alcune canne nere fatte di legno d’ebano (che noi abbiamo scambiato molto intelligentemente per plastica :-D). Le chiedo dove abbia imparato a suonarla e mi lei mi risponde che ha frequentato le prime 2 lezioni di un corso e che per il resto è autodidatta! Semplicemente sbalorditivo!
Dopo cinque minuti, Davide la chiama e lei ci lascia dicendoci: “devo andare, ci vediamo più tardi!”
Rimaniamo a parlare delle prove mentre Maurizio ci racconta del suo lungo itinerario previsto per il giorno dopo e che quindi, purtroppo, a causa di esso, non potrà seguire tutto il concerto. Intanto il cielo inizia ad imbrunire e, ad un certo punto, viene lanciato un fuoco d’artificio che scoppia proprio sopra le nostre teste facendoci sobbalzare tutti! Ci spostiamo per non beccarci quel che resta dell’esplosione in testa ma, come ci spostiamo noi, anche i fuochi cambiano rotta inseguendoci e scoppiando sempre sopra le nostre teste finché non troviamo riparo sotto un albero. Teo inizia a riprendere con la videocamera facendo fare a Maurizio una piccola presentazione.
A quel punto Teo ci dice che ha bisogno di andare alla sua auto ed io, lui, Vito e mio fratello ci dirigiamo alla Teo-mobile!
Una volta fatto quel che c’era da fare, ritorniamo in piazza ed esprimo agli altri una mia preoccupazione: “ma se in piazza non ci sono sedie alla gente non piacerà rimanere in piedi! E non molte persone potrebbero assistere al concerto” ovviamente la cosa importante è che ci siamo noi, è vero, ma un po’ di pubblico non guasta, anzi! Comunque Teo mi rassicura e aggiunge che senza sedie si sta pure meglio perché ci possiamo mettere direttamente sotto il palco, senza contare che sotto il palco c’è un regalino per noi: sono appesi 4 manifesti che annunciavano il concerto di Vale, e Teo, con uno strano bagliore sinistro negli occhi, mi comunica il suo piano: “dei manifesti, dopo il concerto, ne prendiamo uno per te e tuo fratello, uno per me, uno per Vito e uno per Maurizio!” Diabolico!
La serata prevedeva alle 21.00 un comico di Mudù e, a seguire la band di Vale e infine Vale. Lo spettacolo sta per avere inizio quando vediamo salire sul palco non il comico, ma il gruppo di Vale: avrebbero aperto loro la serata; praticamente a causa di un motivo a noi rimasto ignoto (probabilmente un ritardo del comico) si sarebbe esibita prima la band di Vale, poi il comico e infine Vale.
Il gruppo attacca con la musica e, dopo l’intro musicale del primo brano “Non c’è che musica”, anche Daniela inizia a cantare. Dopo la prima canzone Daniela presenta se stessa e il gruppo come la band di Valentina Giovagnini e intanto chiede per la seconda canzone un po’ di collaborazione battendo le mani. Noi esaudiamo la richiesta e dopo la seconda canzone Daniela chiede al pubblico di avvicinarsi al palco. Infatti parecchia gente si teneva in fondo o ai lati della piazza lasciando il centro praticamente vuoto. Noi funs ci avviciniamo e insieme a noi pochi altri. Daniela incita gli altri ad avvicinarsi come abbiamo fatto noi dicendo: “ecco, avvicinatevi come hanno fatto questi cari ragazzi che fanno sempre tanta strada per venire a vederci!” e per la terza canzone Daniela richiede al pubblico la sua partecipazione tramite voce. Ma essendo l’unica partecipazione la nostra, al brano successivo, la nostra corista dice: “adesso voglio sentire categoricamente la vostra voce!” Questa volta partecipano più persone e, mentre l’esibizione va avanti, io la ascolto attentamente e penso che Daniela è molto brava a cantare. Al concerto di Mugnano non l’avevo sentita perché eravamo andati a mangiare mentre cantava lei e quindi questa è la prima volta che la ascolto cantare. Ha una voce forte e melodica e pare che esegua con naturale scioglievolezza le parti più difficili delle canzoni, anche se questo è niente in confronto a quello che sa fare la nostra Musa!
Dopo aver spaziato su vari repertori di artisti famosi, Daniela annuncia la fine della loro esibizione e l’arrivo del comico.
La band di Vale lascia il palco e noi approfittiamo del fatto che sul palco c’è il comico per mettere qualcosa sotto i denti. Mentre ci allontaniamo dalla piazza per dirigerci verso una bancarella per rispettare la tradizione del panino con la porchetta, dico agli altri: “speriamo che il comico non faccia scappare dalla piazza la gente!”.
Io e Teo prendiamo il panino mentre Vito e Salvatore preferiscono solo qualcosa da bere. Ci dirigiamo alla macchina di Teo per mangiare. Facciamo in fretta perché non vogliamo perderci l’inizio del concerto ma, come avremmo constatato più tardi, tutta quella fretta è stata più che inutile. Infatti, tornati in piazza, troviamo il comico ancora sul palco e ci sarebbe rimasto per un’altra straziante mezz’ora! E altro che far scappare la gente: se quando cantava Daniela la gente si manteneva in fondo o ai lati della piazza lasciando quasi vuoto il centro, adesso, col comico, il centro della piazza era strapieno!!
“Dopo tutto” come constata Teo “alla gente piace questa roba… non capisco che cosa li faccia ridere di questo pseudo-comico”.
Utilizziamo il tempo in cui il comico rimane sul palco per pensare a qualcosa da scrivere sui fogli d’album. Alla fine decidiamo di scrivere solo su uno di essi “VALE CI FAI VIVERE!” e lo firmiamo tutti sul retro nel caso in cui Vale voglia prenderlo. Io prendo il macchinone fotografico digitale e dico a mio padre di prepararsi per fare le riprese mentre affidiamo a mio fratello il compito di sventolare il cartello che abbiamo preparato e firmato quando glielo diremo noi.
Finalmente il comico saluta e va via e sul palco tornano i componenti del gruppo di Vale. Per pochi minuti che sembrano non finire mai, il palco rimane buio, mentre tutti aspettiamo in preda alla trepidazione più assoluta l’inizio delle note di “Senza Origine”, classico pezzo d’apertura dei concerti di Vale. Mio padre poco più dietro di me è pronto con la videocamera in mano. Finalmente nell’aria risuonano delle note magiche della versione live di “Senza Origine”. L’incantesimo della musica di Valentina Giovagnini ha inizio, e stavolta sarebbe stato più forte che mai! Vale fa il suo ingresso tra cortine di fumo e affascinanti incroci di fasci di luce di vari colori. Indossa una bella maglietta di un color rosso rosato nella parte inferiore e di un giallo aranciato in quella superiore decorata da vari motivi ed immagini presenti su tutto il tessuto che si aggancia sulla parte superiore del petto ad un anello dal quale partono un paio di lacci che le legano la maglietta dietro la schiena lasciandole scoperte le spalle e le braccia; sulla maglietta pende una lunga collana composta da varie pietre di colore scuro; alla vita porta una cintura marrone molto particolare: si sdoppia sulla parte anteriore della vita in 2 fibbie entrambe allacciate e sotto di essa Valentina indossa una corta gonna di jeans. È davvero bella (come sempre :-)) e imbraccia la cornamusa che inizia a suonare. La sensazione è quella di essere trasportati in alto e poi lontano verso terre sconosciute mai neanche immaginate prima! Mentre io e Teo ci scambiamo un’occhiata d’intesa come per dire “stai sentendo che roba?”, Vale lascia la cornamusa e comincia a cantare. Iniziamo a volteggiare nell’aria e in quel momento per noi l’universo comprende solo lo spazio che c’è tra noi e Vale e tutto ciò che vi è o che vi accade all’infuori non ha importanza alcuna per noi. Finita “Senza Origine” applaudiamo più forte che mai. Vale si presenta al pubblico e presenta anche la sua cornamusa: “si chiama Gaita”, dice e annuncia la sua prossima canzone: “Mi Fai Vivere”. Non abbiamo ancora fatto sventolare a mio fratello il cartello perché siamo tutti troppo incantati dalla musica della nostra Dea, ma in quel momento decidiamo di sventolarlo al ritornello. Quando Vale inizia con “mi fai vivere ogni attimo…” mio fratello alza il nostro cartello e Vale, guardandolo, sorride raggiante. La canzone va avanti fra le magiche strofe mentre mio fratello ogni tanto alza il cartello. Poi Vale arriva a suonare l’ultimo assolo di whistle del brano concludendo la canzone. Tra gli applausi e gli elogi del pubblico, Vale inizia a presentare il pezzo successivo ma, all’improvviso, accade l’imprevedibile: la corrente salta! Le luci, gli amplificatori, i diffusori e tutta l’attrezzatura consumano così tanta energia che la corrente è saltata (il che, poi, rendeva la cosa non tanto imprevedibile…)! Vale rimane per un attimo un po’ tesa sul palco finché non arrivano i tecnici che in poco tempo permettono il proseguimento del concerto.
Intanto Teo mi dice “che bello però se Vale eseguisse una canzone del maestro (Angelo Branduardi)!” quand’ ecco che Valentina si scusa per l’inconveniente e ricomincia a presentare il brano: “il prossimo brano che vi facciamo ascoltare è un brano interamente strumentale ed è un brano che poi sicuramente molti di voi conosceranno perché è stato ripreso anche da Angelo Branduardi. È il “Ballo in Fa diesis minore” e questo è fatto con solo cornamusa”. Teo rimane a bocca aperta per lo stupore senza riuscire a proferir parola che non siano spezzoni di frasi come “Valentina… il maestro… il “Ballo in Fa diesis minore”…”. Ci godiamo il pezzo di una bellezza fuori non dall’ordinario, ma dallo straordinario stesso! Vale esegue ogni ritornello con la cornamusa, le cui note e il cui suono ci fanno provare un mare di brividi ed emozioni contrastanti! È incredibile, penso, come sia melodioso e piacevole all’udito il suono della Gaita spagnola che suona Vale! La mia anima gioisce quando lo ascolto e mi sento meravigliosamente bene interiormente!
Alla fine del brano Vale approfitta per ringraziare noi funs presentandoci al pubblico come una piccola parte del suo fun club nato dal momento del debutto sanremese e destinato a seguirla ad ogni concerto! Vale ci ringrazia per il cartello che le abbiamo scritto e dicendoci anche che le parole non bastano mai e prova quindi a ringraziarci con le canzoni. Bè, non si può chiedere di meglio visto che la Sua musica è la sola ragione per cui viviamo!!!
Il concerto prosegue con “Dovevo Dire Di No”. Durante l’esecuzione dello scatenato pezzo faccio notare a Teo che il bassista della band è cambiato; lui mi risponde dicendo che è meglio così visto che il precedente era un pezzo di ghiaccio e che per questo non gli piaceva. Dopo la canzone Vale fa una dedica di auguri di compleanno ad una ragazza di nome Marianna che quel giorno compie gli anni. Come regalo Vale le dedica il suo concerto (mia cara Marianna, tu non hai idea di quanto sei stata fortunata!!!). La serata prosegue con la prima cover del concerto: “In bianco e nero”. Vale dimostra ad ogni canzone il suo grande talento e mi chiedo come faremmo senza questa Ragazza!
Dopo la cover della Consoli eseguita impeccabilmente viene il momento da me più atteso!! Vale presenta il suo prossimo brano dicendo: “questa canzone è una canzone che per me è alquanto importante perché ha segnato un periodo molto importante della mia vita. È la canzone, come voi avrete capito, che io ho portato al festival di San Remo, che mi ha regalato veramente dei momenti bellissimi e indimenticabili che tuttora vivo grazie soprattutto alla gente che l’ha ascoltata. Allora questa canzone la dedico a tutti voi, questo è “Il Passo Silenzioso Della Neve”!”.
Durante gli attimi che ci separano dall’inizio del brano trattengo il fiato: questa è la mia canzone preferita caratterizzata per la presenza della cornamusa che dà al brano forti tinte etniche e ascoltarla con la Gaita suonata dal vivo è una prospettiva stupenda!! Si sentono i colpi di bacchetta e poi Vale attacca! La musica mi invade l’anima mentre Vale esegue il favoloso intro, e dopo di esso Vale inizia a cantare la prima strofa. Non dimenticherò mai con quale perfezione è stata eseguita “Il Passo Silenzioso Della Neve”! È stata un crescendo di brividi ed emozioni mentre io e Teo ci guardavamo a bocca aperta per lo stupore come è successo molte altre volte durante il concerto. Dopo il ritornello, la seconda strofa e gli altri ritornelli eseguiti a dir poco meravigliosamente, è venuta la parte che scatena la catarsi; tra un verso e l’altro, quando c’era tempo a sufficienza per farlo, Vale iniziava a gonfiare la cornamusa, come Teo non mancava di farmi notare, gesto che poi si è rivelato fondamentale per permettere a Vale di eseguire la parte strumentale interamente con la cornamusa senza cantare i 2 versi presenti in essa! Poi Vale ha cantato l’ultimo ritornello e infine l’ultima frase della canzone durante la quale mi sono accorto di avere le ginocchia molli e non ero sicuro che le gambe avrebbero continuato a reggermi! Fortunatamente le gambe hanno retto! Io e tutti gli altri applaudiamo forte e le gridiamo entusiasti elogi e complimenti facendo quanto più baccano possibile per rispettare la volontà di Tristan.
Vale ringrazia ed inizia a parlare delle motivazioni per cui ha scelto di fare il suo tipo di musica, spiegazioni che si sono rivelate essere, oltre ad una piccola biografia, anche una sorta di presentazione al brano che sarebbe seguito: “L’inno scozzese”. Non avrei mai creduto possibile poter trovare così bello un inno nazionale, ma sicuramente è Valentina che gli dà quel tocco di bellezza che solo lei riesce a dare; dopotutto si sa: con Valentina tutto è possibile! Applaudiamo entusiasti alla fine dell’inno. Anche il pubblico apprezza molto la performance di Valentina (e come si potrebbe fare diversamente?) perché esplode in un applauso particolarmente fragoroso e grida complimenti. Vale ringrazia e coglie l’occasione per ringraziare anche il comitato, mentre i vari componenti della band cambiano strumenti per prepararsi ad eseguire “Gioco di bimba”. La musica inizia ma, nel bel mezzo della canzone, la corrente salta di nuovo! Una volta ripristinata, Vale si scusa e annuncia che rifaranno il brano dall’inizio.
Io durante tutto il concerto fino ad ora seguito non ho mai smesso di muovermi in continuazione per scattare foto a destra, sinistra e al centro posizionandomi sotto il palco e appoggiando i gomiti sulle assi di legno per tenere ferme le mani che, per le emozioni regalatemi dalla musica, non ne volevano sapere di stare ferme; ed ho continuato così per tutto il concerto, anche se dopo aver scattato foto da tutte le direzioni mi fermavo per godermi lo spettacolo.
Il brano che ha seguito è stato il pezzo centrale dell’album di Vale, quello da cui il disco prende anche il nome: “Creatura Nuda”. Che emozione ascoltarla dal vivo!
Ogni tanto mio fratello alza il cartello e io lo prendo per mano e insieme lo facciamo ondeggiare a ritmo di musica. Ogni volta che lo facciamo Vale ci sorride più felice che mai!
Tra gli applausi del pubblico e le nostre grida, Vale annuncia la prossima canzone spiegando che le piace e ha deciso di inserirla nel suo repertorio per le atmosfere che crea. Noi di sotto ci guardiamo ed io indovino: “Un inverno da baciare!”, e infatti Vale continua dicendo che il brano è di Marina Rei ed è stato portato anche al festival di San Remo (visto che ho azzeccato? :-)); poi ne annuncia il nome e le note di “Un inverno da baciare” iniziano a diffondersi nello spazio circostante. Questa è una delle cover di Vale che preferisco, anche se devo dire che non credo ci sia una cover che preferisco in assoluto perché anche “Così celeste” mi piace in ugual modo. Comunque le atmosfere fantastiche e avvolgenti di “Un inverno da baciare” si susseguono e l’interpretazione della canzone è semplicemente fantastica come la sua Cantante!
A seguire c’è “La cura”, splendido brano di Battiato presentato da Vale come bellissima canzone che parla di amore in un modo assoluto, una poesia meravigliosa. Sono sul punto di commuovermi ogni volta che la ascolto, forse per il bellissimo testo e forse anche per il tono di voce che Valentina usa nel brano.
Ma purtroppo per Maurizio è arrivata l’ora di andare. Ce lo comunica e noi lo salutiamo un po’ abbacchiati per il fatto che debba andar via così presto. Ma la splendida musica di Valentina ci aiuta a risalire rapidamente di morale!
Dopo questo pezzo carico di emozioni tutte da provare, segue la bellissima “Così celeste”. Quelle note suonate alla tastiera mi trasmettono una gioia natalizia! Natalizia sia per il testo, che parla di speranza ed amore, sia per la musica, che dà l’impressione di ricreare l’atmosfera di Natale; oppure per il semplice fatto che veniva trasmessa come sottofondo della pubblicità degli amaretti in periodo natalizio! :-D
Scherzi a parte, la canzone viene eseguita splendidamente dalla nostra Musa! La gente apprezza la sua bravura illimitata e quella della sua band perché rimane dispiaciuta quando la corrente salta per la terza volta! Mentre io insorgo, Teo commenta: “e il bello è che la corrente non è mai saltata mentre c’era quel comico…”, ma poi mi fa notare insieme a Vito che così ci prolunghiamo la serata! Giusta osservazione!
Ritornata la corrente, Vale si scusa ancora sorridendo e dicendo: “questa sera è un po’ così” e la canzone viene rieseguita dall’inizio.
Alla fine del pezzo, gridiamo tutti insieme “VAI VALE!!!” mentre lei ringrazia e sorride felice!
Come seguito, Vale propone il brano della Mannoia “Il cielo d’Irlanda”. Purtroppo anche stavolta la corrente ci gioca il suo brutto tiro, ma neanche questi salti sono riusciti a rovinare il concerto che è stato veramente meraviglioso!! Meglio di quello di Mugnano direi!
Dopo l’allegro pezzo appena rieseguito Vale annuncia l’ultimo brano (“nooooooooooooooo”): “l’Highlander”, un'altra canzone strumentale che lei naturalmente eseguirà con la cornamusa! Come comincia la musica, mio padre mi dice che la cassettina per la videocamera è finita (“porca di quella…”)! Cavolo, si può essere più sfigati? Proprio all’ultima canzone!!! Comunque neanche il pensiero della cassettina riesce a impedire di godermi lo straordinario pezzo!
Terminato anche quest’ultimo fantastico brano, Vale ci saluta con un bis de... (“fa che sia “Il Passo…”, fa che sia “Il Passo…”” penso io) … “Il Passo Silenzioso Della Neve” (“evvai!”)! Mentre mi preparo a godermi una nuova ascesa tra le stelle più alte del cielo, vedo mio padre registrare! “Ma stai registrando??” gli chiedo. E lui “si, ho trovato un’altra cassetta”
… -.- …
Ma vi ripeto, si può essere più sfigati? Adesso sul dvd avrò tutte le canzoni tranne “l’Highlander”, roba da pazzi!!
Comunque le emozioni trasmesse dal bis de “Il Passo Silenzioso Della Neve” sono state troppo forti ed hanno cancellato ogni traccia del mio disappunto.
Una volta finito di eseguire il bis, Vale augura la buona notte, posa la cornamusa sul suo apposito appoggio e si accinge a scendere dal palco, seppur la gente la chiami chiedendo un altro bis! ^__^
Ai piedi della scaletta c’è già un folto gruppo di ammiratori che non aspettano altro che Vale per un autografo. Il drappello sembra non terminare mai, anche perché c’è gente che si aggiunge di continuo. Tra di essi spicca un ragazzo che grida: “Valentina, solo per aver eseguito “La cura” di Battiato sei grande!!!” e, una volta che ha ricevuto l’autografo, si mette a saltare per tutta la piazza urlando: “L’AUTOGRAFO!!!! L’AUTOGRAFO!!!!”. Raggiungiamo anche noi il punto in cui si trova Vale ma ci teniamo in disparte perché noi funs siamo quelli che stanno alla fine come parte migliore e più importante! Mio padre mi lancia alcune occhiate come per dire “sbrigati che è tardi e ce ne dobbiamo andare!”; io gli rispondo: “il tempo di fare la foto di gruppo”. Vito si allontana un attimo e, mentre un ragazzo si fa autografare una pila di cartoline per tutta la sua comitiva (stile lista della spesa), mi ricordo dei manifesti appesi sotto il palco! Corriamo e prenderli e, mentre li stacchiamo con cura, mio fratello chiede: “ma li stiamo rubando?” ed io rispondo: “no, li prendiamo solo in prestito a tempo indeterminato!…” e poi, come fa notare Teo, i manifesti all’amministrazione comunale non servono più adesso che il concerto si è tenuto. Arrotoliamo con delicatezza i grandi fogli cartacei che per noi hanno un valore inestimabile e ci rechiamo nuovamente da Vale con un largo sorriso stampato in faccia! Durante il breve tragitto una ragazzina mi guarda stupita ed invidiosa ad un tempo. Io le consiglio: “Vai a prenderlo anche tu!”, lei non se lo fa ripetere 2 volte e corre sotto il palco.
Nelle vicinanze ci sono anche Fiorenzo (il batterista) e Daniela, e colgo l’occasione per andare a fare loro i miei più sinceri complimenti.
In quel momento torna Vito che, vedendoci con i manifesti in mano, corre subito a prenderne uno anche lui. Ma i manifesti non ci sono più! Erano quattro: uno l’abbiamo preso io e mio fratello, un altro Teo, un altro quella ragazzina e l’ultimo deve averlo preso qualcun’altro che non abbiamo visto. Suggerisco a Vito di prenderne uno appeso alla parete esterna di un bar situato là vicino. Vito corre nella direzione da me indicata e poco dopo torna anche lui trionfante col suo manifesto in mano.
In quel momento passa Davide Pinelli ed io spiego a Salvatore che è lui il genio che compone tutte le musiche di Valentina. Andiamo entrambi a presentarci ed io mi congratulo con lui dicendogli: “lei è un grande!”. In risposta Davide mi dice: “ma è tutto merito suo!” e così dicendo indica Vale. Bè, ognuno è essenziale per l’altro (anche se è e sarà sempre Vale la nostra Diva!) e spero davvero che questa collaborazione duri in eterno!
Mentre torniamo da Vale, Teo dice a Vito di quanto sia stato fortunato ad avere il manifesto al suo primo concerto, visto che lui è riuscito ad averlo solo al quinto!
La nostra Dea intanto sta autografando alle ultime persone le cartoline e l’ultimo ammiratore ha “Creatura Nuda” in mano! Lo faccio notare agli altri che rimangono sorpresi quanto me. Il tizio si fa autografare la copertina del disco e poi chiede una foto insieme a Vale. Dopo lo scatto finalmente arriva il momento con noi funs! Mio fratello le chiede l’autografo e una foto insieme. Lei lo saluta sempre sorridendo entusiasta, accarezzandogli la testa e pizzicandogli la guancia mentre dice ridendo contenta: “vi ho visti con il cartello! Lui (riferito a Salvatore) che lo sventolava in aria e tu (riferito a me) che lo guidavi con la mano!”; Valentina autografa la cartolina a mio fratello e si fanno una tenerissima e simpaticissima foto insieme!
Poi Vito si fa autografare l’album mentre fa una battuta facendo ridere Vale. Dopo Vito, chiedo alla nostra Musa se potrebbe fare un autografo al gruppo di cui faccio parte: “Vale, io suono in un gruppo e i miei amici mi hanno chiesto se potevi fare un autografo alla nostra band”, “e come no?” mi risponde Lei. Che Ragazza d’oro! Mi chiede come si chiami il gruppo e io le rispondo: “ci chiamiamo Gli Aris”. Per l’autografo le faccio usare il secondo foglio d’album, quello su cui non avevamo scritto nulla e Lei mi fa un autografo formato maxi col pennarello indelebile che le porgo scrivendo:
“Agli amici
cari di “ARIS”
con tutto il mio affetto
vi dico grazie,
ma le parole non basteranno MAI
Baci
Valentina Giovagnini”
Mentre guardo estasiato il mega-autografo, Vito si fa scattare una foto insieme a Vale e finalmente giunge il momento della foto di gruppo! La scatta mio padre prima con il suo macchinone digitale e poi con la fotocamera digitale di Teo. Vale nota: “ehi, ma è uguale a quella mia!” e Teo: “si, e ho messo anche lo stesso tono di scatto che hai tu!” e Vale scherza: “ma l’hai fatto apposta?”. Ci facciamo tutti una risata mentre mio padre mi fa segno. Saluto Vale: “ciao Vale! Grazie di tutto, il concerto è stato stupendo, ho provato emozioni a non finire!”, la saluta anche mio fratello e salutiamo anche Teo e Vito. Ci avviamo mentre Lei ci grida “Grazie!”, io mi giro e le rispondo “Grazie a te!!!”.
Arriviamo in macchina mentre mia madre ci fa un mini-resoconto degli eventi successele in serata, come ad esempio quando una signora le ha chiesto: “signora, ma lei è la madre della cantante?” :-D
Salvatore commenta entusiasta “questo è stato il giorno più bello della mia vita!”.
Ci sediamo in auto e partiamo. L’orologio della macchina segna le 01,17 quando usciamo da Pezze di Greco, piccolo grazioso paese in cui oggi è avvenuta una magia straordinaria, più forte di qualsiasi altra forza esistente al mondo. Una piccola meravigliosa magia che ci ha uniti più che mai per alcune ore sotto il segno fantastico della musica, della musica di una cantante molto speciale, della musica magica e meravigliosa di Valentina Giovagnini! Una musica fuori dal comune, che sa scrutare nel fondo del tuo cuore e regalarti mille emozioni diverse, tutte indimenticabili, mai provate prima!
La strada del ritorno è deserta a parte qualche auto e quindi è possibile percorrerla molto più rapidamente. Infatti in un’ora e mezza siamo a casa, alle 03,45.
Io e mio fratello scendiamo dalla macchina e ringraziamo i nostri genitori per il miglior regalo di promozione che avessero mai potuto farci!
Sistemo gli autografi e il manifesto in camera mia, ma ricordo solo adesso di non aver lasciato a Vale il cartello che le avevamo scritto “VALE CI FAI VIVERE!”; per la fretta di andare, me l’ero portato via io. Bene, vuol dire che adesso ho un ulteriore bellissimo ricordo del concerto anche se avrei preferito che lo avesse lei. Pazienza, anche se ho lasciato a Valentina il mio pennarello indelebile dimenticandomi di riprenderlo. Fa nulla, quel pennarello sarà molto più utile a Lei che a me!
Vado a letto con le vene in cui scorrono ancora le sensazioni provate durante il concerto, mentre le melodie e le immagini di quella sera si accavallano dolcemente nella mia mente.
E così si è conclusa la meravigliosa serata del 18 Luglio 2005.
Spero di avervi fatto rivivere le emozioni che ho provato quella sera esattamente come le ho vissute io.
Arrivederci al prossimo magico concerto!
Rosario (Joby)
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