| Matelica
(Mc), 07/06/2002 (di Scarfy73)
Eccoci
al racconto della fantastica serata del primo concerto
di Valentina, in quel di Matelica.
Parto
da casa (Perugia) un po’ in ritardo, verso le
19:30, calcolando forse male il tempo che mi sarebbe
occorso per arrivare a Matelica (il concerto era alle
21!). Avevo appena passato Nocera Umbra, quando mi arriva
la telefonata di Tristan (ore 20:10 circa) che vuole
sapere a che punto sono, essendo lui già a destinazione.
Solo allora mi sono accorto che era un po’ tardino.
Chiudo la telefonata, promettendo che ci saremmo sentiti
quando fossi arrivato, e ingaggio una singolar-tenzone
con la strada, che per fortuna è abbastanza libera,
e DIVERTENTE!
Alle
20:45 ho già parcheggiato la macchina; mi incammino
verso la piazzetta centrale di Matelica e avverto Tristan
del mio arrivo. Ci diamo appuntamento davanti ad una
chiesa, lì in piazza (non c’eravamo mai
visti!).
Dopo qualche secondo dal mio arrivo, sbuca, non ricordo
più da dove, un ragazzo; ci guardiamo per un
istante: “Tri!” faccio io, e contemporaneamente:
“Scarfy!” fa lui. Un abbraccio battezza
la nostra conoscenza “visiva”! E personalmente
sono rimasto molto contento che ci siamo incontrati,
perché Tristan si è rivelato veramente
una piacevole compagnia!
Ci
rechiamo al teatro Piermarini. Tristan aveva già
acquistato il biglietto e avrebbe occupato una poltroncina
della penultima fila della platea (i posti erano numerati);
io mi sono dovuto accontentare di un posto in ultima
fila, e ci saremmo trovati distanti.
Nell’attesa dell’ingresso ci siamo messi
a leggere le locandine di vecchi spettacoli, e abbiamo
scoperto che in quel teatro era stata rappresentata
anche l’Aida, nel 1904!! Vecchiotto, eh??
Verso
le 21:30 entriamo nella sala. In precedenza ci eravamo
preoccupati della visuale di cui potevano godere i nostri
posti, essendo un po’ indietro. Scopriamo invece
che da dove stavamo noi bastava fare 10 passi e si era
già sotto il palco! (vedere foto dell’interno
del teatro nella sezione “foto – Matelica”
per credere!).
E’ un teatro piccolo, raccolto, con degli affreschi
sul soffitto e cornici in legno e stucco un po’
ovunque, in perfetto stile Ottocentesco! Tristan, abituato
a strutture ben più ampie, è rimasto affascinato
e quasi disorientato dall’intimità di quel
luogo nel quale io invece mi trovavo perfettamente a
mio agio. Giudicando che indietreggiare di una fila
non fosse poi un gran danno, Tristan si siede vicino
a me, in modo da seguire il concerto insieme.
Ci
è toccato di aspettare più di mezz’ora
prima che cominciasse il concerto, nell’attesa
che tutti prendessero posto. Abbiamo passato il tempo
commentando ciò che ci circondava. Abbiamo notato
che la prima fila era occupata da bambini ai quali probabilmente
non fregava niente di Valentina, e questo c’ha
un po’ fatto girare le scatole!
Gli astanti (un centinaio di persone) rappresentavano
tutte le generazioni, con una nutrita presenza di “over
50”, se confrontata con quella dei più
giovani, cosa che mi ha stupito e che faceva presagire
un pubblico poco vivace. Fra di essi c’era un
barbuto che noi chiamavamo Babbo Natale e che scherzosamente
immaginavamo membro del nostro gruppo.
Domandandoci quanti dei presenti fossero veramente fans
di Valentina, Tristan mi fa notare un terzetto presente
in galleria dietro di noi, ed il CD “Creatura
nuda” che passava di mano in mano: “Loro
lo sono!”, mi dice. Ed in effetti….vero
Francebeta?? ?. Ad un certo punto cercavamo con lo sguardo,
fra gli addetti ai lavori, Davide Pinelli, presenza
costante nella vita professionale della nostra Valentina.
Alla fine lo vediamo sbucare con una cassa d’acqua
da portare dietro le quinte; dal vivo è più
alto e snello di quanto non mi sembrasse in televisione!
Finalmente
le luci si abbassano, il vocio cessa e gli Ogam salgono
sul palco. Cominciano a suonare. Di Valentina nessuna
traccia! La loro musica è un misto di ritmi e
strumenti che si rifanno ad antiche tradizioni celtico/irlandesi
e sonorità moderne (batteria e tastiere); piacevole,
devo dire!
Suonano
la prima melodia; la seconda; dopo di che uno di loro,
quello che ha accompagnato Vale a Sanremo Top, da noi
chamato Highlander per la sua chioma, annuncia che una
speciale “formula” avrebbe risvegliato la
Principessa dal suo sonno. Tristan ed io abbiamo subito
pensato, non alla canzone omonima, ma al fatto che,
per ovviare al nervosismo del suo primo concerto, la
nostra Beniamina avesse esagerato con la Valeriana!
? Comunque….suonano la terza melodia, e Valentina
ancora non si vede! L’emozione e l’impazienza
avevano ormai raggiunto livelli di guardia, quando dagli
strumenti degli Ogam escono delle note familiari!!
E’ l’inizio del nuovo singolo, “Senza
origine”!! Ed entra Lei!! Con passo lento, il
viso prima in ombra, poi illuminato dalle luci, comparendo
così in tutto il suo splendore, assieme alle
prime parole!! Un sussulto, un tuffo al cuore, mentre
l’applauso iniziale aveva già lasciato
posto alla canzone.
Era
vestita nel suo classico stile “bucolico”:
gonna lunga, larga, sul bianco, con trini e merletti,
una magliettina color verde militare, uno strano soprabito
che dava sul marrone (simile a quello che potete vederLe
addosso nel nuovo video) e che presto si sarebbe tolta,
e un paio di sandali che la facevano sembrare scalza!
Ma la voce, ragazzi!! CHE VOCE!! Non credevo riuscisse
dal vivo a raggiungere le stesse tonalità del
CD, ed invece si è dimostrata subito fantastica!
Tristan
estrae immediatamente l’arma impropria!! (la macchinetta
fotografica! Che avevate pensato?!?), Per la verità
non sapevamo se fosse impropria o permessa, poi, guardandoci
intorno, abbiamo notato armamentari degni dell’esercito,
per cui ci siamo tranquillizzati. E a questo punto è
partito, tra me e me, il primo “Ma quanto sono...
!!”, per non aver pensato di portare la macchina
fotografica. Attenzione, perché ne seguiranno
altri! Comunque….Tristan comincia a fare le foto,
destreggiandosi fra le teste delle persone che ci stavano
sedute davanti.
Si
arriva alla fine della prima canzone, e riparte l’applauso,
con noi due (e pochi altri, per la verità) che
osiamo un: “Brava Vale! Sei grande!”. Un
rito che si ripeterà alla fine di ogni canzone.
L’ordine
dei brani eseguiti è stato praticamente quello
del CD, con l’unica eccezione de “Il passo
silenzioso della neve”, che è stato eseguito
verso la fine e che è stato salutato dal pubblico
con particolare calore.
Nel buio della sala i flash delle macchine fotografiche
si sono susseguiti con una certa insistenza, cosa che
per un momento è sembrata dare fastidio a Valentina.
Figurarsi che, prima Tristan e poi io (non senza un
po’ d’imbarazzo!) ci siamo avvicinati al
palco, lungo il corridoio centrale, per fotografarla
mentre cantava, mentre suonava il flauto, mentre ballava
(perché Lei balla benissimo, come se fluttuasse
libera sopra i prati sterminati d’Irlanda!). Ovviamente
queste foto ravvicinate non sono venute!?
Poi, mentre Vale eseguiva “Mi fai vivere”
e mentre io mi sgolavo per cantare (cosa che abbiamo
fatto con una certa costanza e con grande entusiasmo
per tutto il concerto, non seguiti da molti altri…a
quanto mi ricordo), Tristan usava il suo cellulare come
mezzo di diffusione, seguendo la moda che le nuove tecnologie
fanno nascere, per la felicità degli operatori
telefonici. Resta comunque un gesto carino, che si è
ripetuto all’esecuzione de “Il passo”.
Ogni
tanto qualche dimostrazione di giubilo proveniva dal
terzetto in galleria menzionato precedentemente, cosa
che ha raggiunto il culmine con la dolce melodia de
“Accarezzando a piedi nudi l’erba della
colline di Donegal”, quando si sono udite urla
di apprezzamento da parte del nostro Francebeta, e mimiche
a mo’ di direttore d’orchestra! Ci è
sembrato talmente preso che abbiamo pensato subito di
bloccarlo alla fine del concerto e di invitarlo nel
nostro gruppo. E così è stato!
Valentina,
al debutto in un concerto tutto suo, sembra sì
emozionata ma, al tempo stesso, molto sicura di sé
e della sua musica, come è giusto che sia. Ha
tradito un po’ di agitazione solo quando, nel
presentare la band, ha per due volte sbagliato il nome
di uno dei suoi componenti.
Ad un certo punto, non ricordo per presentare quale
canzone, se ne esce con una frase delle sue, una di
quelle in cui si sa dove parte ma non si sa dove arriva
(eheh…ogni tanto Le capita!). Tristan ed io ci
pensiamo un attimo, ci guardiamo con aria perplessa,
alchè Tri mi fa: “Ma ch’ha detto??”,
e ci siamo messi a ridere!
Alla
fine Valentina esegue “Senza origine (allemanda)”,
ringrazia, saluta ed esce con il gruppo. Noi, che saremmo
stati felici di riascoltare
tutto il CD dall’inizio, perché, diciamolo,
non ci basta mai, cominciamo ad urlare: “Bis!
Bis! Almeno una!!” Detto, fatto! Rientrano tutti
sul palco, e ci è concesso di ascoltare ancora
una volta “Senza origine”. Bellissima!!
Adesso però è proprio finito. Vale ringrazia
il suo primo pubblico e se ne va. L’accendersi
delle luci in sala accompagna una certa sensazione di
ritorno alla realtà, dopo atmosfere da sogno.
C’è un po’ di dispiacere, ma anche
soddisfazione per aver assistito ad un grande spettacolo,
al primo concerto dell’artista che ha saputo risvegliare
in me emozioni da troppo tempo sopite. Un evento che
non potevo lasciarmi sfuggire!
Dopo
l’uscita è cominciata la caccia a Valentina!
Prima siamo rimasti qualche minuto sotto il palco, perché
girava la voce che sarebbe comparsa lì per fare
gli autografi. Poi invece si è saputo che avremmo
potuto incontrarla all’uscita secondaria, laterale,
e ci siamo piazzati là, dando però ogni
tanto un’occhiata all’uscita principale,
nel caso avessero voluto depistarci!
Ecco
la formazione di coloro che aspettavano Valentina: Francebeta
con due sue amiche, una coppia (della quale potete vedere
la foto nel nostro sito; si tratta infatti di Mirko
e della sua ragazza che, venuti a conoscenza del nostro
gruppo, hanno entusiasticamente aderito!), il barbuto
Babbo Natale (che aveva un manifesto del concerto! Dove
lo avrà preso?!?), alcune persone amiche degli
Ogam, due ragazzine accompagnate dalla madre esausta,
Tristan ed io.
Avremo
atteso lì fuori più di mezz’ora!
Per fortuna siamo stati allietati dalle continue scaramucce
fra Francebeta e l’agente della security a guardia
dell’ingresso. Questo sembrava quasi terrorizzato
che qualcuno potesse entrare (forse anche a ragione,
dato che si sarebbe beccato una ramanzina mica da ridere!).
Ad un certo punto France gli chiede di farci passare
o per lo meno di andarLa a chiamare, e gli dice che
avrebbe persino ceduto in ostaggio il suo CD a dimostrazione
che non avrebbe fatto nulla di sconveniente. Il ragazzo
risponde con una domanda: “Me lo daresti il CD
se ti dessi un milione?” (di vecchie lire, credo!).
Ora…molti si sono interrogati sul significato
di queste parole….. io penso che volesse solo
accertarsi di quanto il nostro France tenesse al CD
di Vale! Comunque la risposta, logicissima, è
stata: “il milione lo prendo, così di CD
me ne compro altri 800!”. Non fa una piega!
Il siparietto è andato avanti su questi toni,
non risparmiando talora frasi dall’aria minacciosa.
Ma nulla sembrava smuoverlo. Solo una voce proveniente
dalle “alte sfere” ha fatto sì che
entrassero le due ragazzine con la madre, per uscire
poco dopo con i loro autografi. RACCOMANDATI!!!
Cominciano
ad uscire gli Ogam, con i loro strumenti. Uno di loro
sbatte inavvertitamente l’arpa contro uno spigolo
e si contiene dallo spiccare qualche santo. Mi sarei
aspettato di tutto, ed invece… calma serafica!
Intravedo
finalmente Valentina in fondo al corridoio che c’è
dopo l’uscio. Si trattiene parlando con delle
persone. Comincia a salirmi un po’ di agitazione!
Tristan, per smuovere le acque, sollecita nuovamente
l’agente della security affinchè vada a
chiamarLa. Dopo un timido accenno di resistenza, cede
ed entra, voltandosi indietro ogni tre passi per paura
che qualcuno facesse una mossa falsa. Ridicolo!
Aspettiamo
ancora qualche minuto… ed eccoLa!! Quello che
è seguito non è molto facile da raccontare;
è più un’accozzaglia di ricordi
e sensazioni.
Allora… Francebeta la bracca, si fa autografare
il CD e mi incarica di scattargli la foto con Vale e
le sue amiche. Obbedisco! (manco fossi Garibaldi!?).
Si avvicina Babbo Natale chiedendo l’autografo
sul manifesto, e Lei, meravigliata, lo saluta abbracciandolo
e baciandolo! Rimaniamo attoniti! Chi era in realtà
Babbo Natale? Mistero tuttora irrisolto!! Quindi ci
avviciniamo Tristan ed io. Vale riconosce Gianluca e
lo saluta per nome.
Lui Le fa i complimenti ed anch’io devo aver abbozzato
una cosa del genere, cioè 2 delle 4 o5 parole
che sono riuscito a far uscire dalla mia bocca in quei
minuti in cui sono stato a pochi centimetri da Lei.
Eh sì, ragazzi! Perché dovete sapere che
è stato come se mi avessero anestetizzato, per
proteggermi dalle emozioni troppo forti; è come
se fosse scattato il “salvavita” di un quadro
elettrico che altrimenti rischiava il corto circuito!
Ero lì, davanti a Lei, un angelo (un po’
più bassa di quanto non mi sembrasse….
dettagli insignificanti!) e solo più avanti me
ne sarei reso conto!!
Tristan
ed io ci facciamo fare gli autografi (e qui scatta il
secondo: “Ma quanto sono... !”, per aver
dimenticato il CD a casa!); ci scattiamo a vicenda le
foto con Vale (in quel frangente fortuna che ero in
trance, altrimenti il battito del mio cuore si sarebbe
sentito fino a Macerata!); Tristan scatta la foto anche
a Mirko con la ragazza e Vale, dopo di che comincia
a spiegarLe dell’esistenza e della struttura del
nostro sito, invitandoLa a venirci a trovare qualche
volta. Lei annuisce! In quei momenti io, che ero affianco
a Tristan, non riuscivo a toglierLe lo sguardo di dosso,
se non quando abbozzava un’occhiata verso di me.
Beata timidezza!
E’
giunto il momento di andare… La saluto con voce
un po’ soffocata, mandandole un bacio mimato.
Lei ricambia con un sorriso. Ci voltiamo e ci dirigiamo
verso la piazza dove Tristan aveva parcheggiato. Era
scoccata la mezzanotte ed ero ancora sotto anestesia.
Tristan mi da uno strappo fino alla mia macchina e,
nel tragitto, squilla il suo cellulare. E’ Valbi!
Fa rispondere me, per gioco. Non identificandomi le
dico che la serata è andata benissimo, ma non
mi sente; il suo telefonino fa le bizze, e riattacca.
D’ora in poi il suo cell risulterà staccato,
e penso: “Non le sarà piaciuta la mia voce!”
Boh!?!
Saluto
Tristan, promettendo che ci saremmo rivisti al più
presto. Salgo in auto, avvio il motore, ed è
qui che comincia il bello!!
Per tutto il viaggio non ho potuto fare a meno di ascoltare
il CD di Valentina!!
D’un tratto il contatto che il “salvavita”
aveva fatto saltare, si è ripristinato, e le
emozioni hanno potuto fluire liberamente tra cuore e
cervello. Ho iniziato a ripensare ai minuti trascorsi
accanto a Vale, e tutto all’improvviso è
sembrato dilatato, più grande, quasi incredibile!!
Ero stato fianco a fianco con una persona che qualche
mese prima avevo visto esibirsi sul palco dell’Ariston
e che mi aveva talmente colpito da tesserne le lodi
in ogni dove e con chiunque, senza incertezze! Mai fatta
una cosa del genere, prima! E mai avrei creduto allora
che avrei passato una serata così, credetemi!
Qui è scattato il terzo: “Ma quanto sono...
!”, per non aver saputo vivere questo turbinio
di emozioni nel momento in cui le ho provate!
Un
ringraziamento particolare va al mio amico Gianluca,
che mi ha accompagnato e spronato verso l’ottima
riuscita della serata.
E
qui termina il racconto di quei magnifici eventi, per
vostro sommo gaudio, miei cari lettori stremati! Spero
abbiate sopportato e, in piccola parte, gradito le mie
parole. Vi ringrazio per l’attenzione!
Arrivederci.
Scarfy
A
Valentina…… Grazie perché…..
perché SEI TU!!
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