VALENTINA:
musica vera
di
Valentina Venturi
Valentina
Giovagnini con Il passo silenzioso della neve
si è classificata seconda nella categoria giorvani
al Festival di Sanremo 2002 e si è aggiudicata
il premio della giuria di qualità per il miglior
arrangiamento. Di lei afferma Claudio Cecchetto: "Valentina?
Dieci più!".
L'emozione
al momento del voto della giuria di qualità presieduta
da Claudio Cecchetto era tangibile e gli occhi della
giovane Valentina esprimevano gioia e stupore. Ma proprio
per questo, non è riuscita a dire niente: la
sua bocca è rimasta socchiusa, senza emettere
alcun suono.
Proviamo
ora, dopo il successo sanremese, a farla parlare.
Cosa
provavi mentre la giuria di qualità ti votava?
Ti aspettavi un risultato simile?
Ho avuto un brivido. Avevo finito la mia
esibizione da pochi secondi, ero ancora molro emozionata
e sentire giudizi così positivi mi ha dato una
soddisfazione immensa, Era la mia prima vera apparizione
e sentirsi dire "Lei è un'artista"
da persone dle mestiere mi ha spaesato e bloccato.
E
quando hai saputo di essere arrivata seconda?
In quel momento sono stata felice, felice
e basta! L'esperienza sanremese è stata positiva,
su tutti i fronti. Prima di allora avevo partecipato
ai concorsi provinciali e regionali, ma cantare davanti
al pubblico televisivo è davvero tutta un'altra
cosa.
CPippo
Baudo come si è comportato con voi giovani? Vi
è stato vicino, vi ha aiutato?
Ci
è stato molto vicino. E' davvero una persona
importante, anzi imponente! Ma con noi giovani è
stato paterno e sempre disponibile, a cominciare dalle
prove sul palco.
La
musica è la tua vita?
Si. Io sono una ragazza molto solitaria, ho
un carattere introverso, ma quando canto cambia tutto.
Mi sento a mio agio, il resto non conta e penso solo
alla mia musica. L'appagamento che ricevo è totale.
Proprio per questo cantare in playback non mi piace,
è così freddo e meccanico. Dal vivo riesco
a perdermi nella musica e tutto diventa solo suono e
note.
Tu
hai studiato danza da piccola. I movimenti a Sanremo
erano studiati?
Per
niente: erano mosse spontanee. Le mie braccia erano
un prolungamento della mia voce. Non pensavo a quello
che facevo, ma al testo e alla musica.
Come
definiresti la tua musica?
E'
l'espressione del mio mondo interiore, dove ritrovo
il contatto con le mie origini, con i suoni che amo,
ma sempre unito ai ritmi più moderni, alla contemporaneità.
In Italia?
Chi
sono i tuoi artisti preferiti?
Tra
gli italiani apprezzo tantissimo Franco Battiato, Angelo
Branduardi, Carmen Consoli ed Elisa. Nel panorama internazionale
mi piace tutto ciò che ha radici nella musica
etnica.
Ascolto molto Enya e adoro Bjork. Il mio sogno è
duettare con lei. Chissà se accadrà mai!
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