Festa
San Serafino - Montegranaro -
11 Ottobre 2003
UniBox
intervista
VALENTINA GIOVAGNINI
di
Samuele Baccifava
Valentina
inizia il suo percorso artistico con la Danza per poi
approdare al canto e alla musica italiana. Esiste un
legame tra queste due espressioni artistiche?
Si, sicuramente si. Infatti io mi sono
appassionata prima della danza e poi del canto…
Ma poi, in realtà, l’amore è stato
unico perché comunque fa parte del mondo artistico.
Sicuramente la danza nasce con la musica e quindi sono
un tutt’uno; poi, ad un certo punto si sceglie
quale direzione prendere e approfondire… Io ho
scelto il canto, però sicuramente anche quando
io canto sul palco uso comunque degli atteggiamenti
che poi derivano dalla danza. E’ veramente una
cosa molto unita.
Nelle
tue canzoni, spesso, a testi molto attuali che rispecchiano
la tua età, sovrapponi una musicalità
che, contaminandosi in contesti elettronici, appartiene
ormai alle tradizioni di altri popoli e culture. In
questo ritorno alle origini ti capita spesso di utilizzare
strumenti fascinosamente arcani come la Cornamusa, il
Liuto o il Corno: Tradizione e Sperimentalismo. In quale
modo queste due anime possono convivere in uno stesso
testo? Scusami per la domanda un po’ lunga….
No, vabbè, però hai riassunto,
insomma, tutto il concetto del mio pensare musicale…
Cioè, secondo me le due cose nascono insieme,
così come la danza nasce con la musica, la musica
nasce con la tradizione, poi si sviluppa… E comunque
, un ritorno alle origini se è sostenuto da basi
moderne, non è mai qualcosa che invecchia la
musica… Anzi, magari la può portare su
un livello anche innovativo… E quindi io la giustifico
così.
Come
si inseriscono i tuoi testi in un contesto musicale
in cui la Tradizione si contamina con i ritmi della
musica leggera
I
testi abbracciano comunque dei sentimenti universali…
e quindi, anche i testi, come la musica, sono sia attuali
che comunque poi facenti parte di un nostro patrimonio
artistico che è antichissimo… Cioè
l’amore, la natura, ci sono tante metafore e molti
riferimenti alla poesia.
Valentina
e le Marche, Valentina ed il sodalizio artistico con
gli “Ogam” (gruppo marchigiano di musica
celtica). Come nasce questa collaborazione?
Si, loro hanno fatto parte del mio Tour Estivo
l’anno scorso e ovviamente ricercando personaggi
che avessero questa passione per gli strumenti anche
medioevali o comunque etnici, abbiamo trovato questi
tre ragazzi e… anche perché non c’è
molta gente che suona strumenti così particolari
e quindi è caduto l’occhio su questi “Ogam”…
Per altro sono anche molto bravi e abbiamo cominciato
a collaborare per il Tour.
In
alcune interviste hai ripetuto che la tradizione dei
luoghi e dei piccoli paesetti, che ha accompagnato la
tua crescita, ha assunto spesso una dimensione “atemporale”.
E nella musica? Si può dire che essa appartenga
ad una dimensione eterna senza tempo?
Si,
sicuramente. La musica nasce con l’uomo…
I primi gesti dell’uomo sono legati alla musicalità.
La musica nasce con le parole, nasce come melodia, nasce
come canto… Epoi si sono sviluppate tutte le varie
forme musicali… Comunque è una dimensione,
si, eterna come hai detto te giustamente, che non può
finire e che sarà per sempre legata all’uomo,
perché fa proprio parte del sentimento umano.
Nel
2002 il Festival di San Remo ti incorona come uno dei
personaggi più interessanti nel panorama musicale
italiano. Inizi la tua vera carriera artistica. Ma il
successo quanto ti ha cambiato la vita o te la sta cambiando?
Guarda,
io non parlo di successo… Non è che m’ha
cambiata… Anzi, io sono rimasta la stessa, non
m’ha cambiato assolutamente niente. Mi sono cambiate
le abitudini, perché ovviamente la mia vita è
cambiata sotto gli aspetti lavorativi e professionali…
Quindi, magari mi son trovata a fare delle cose o in
degli ambienti in cui prima non m’ero mai trovata…
Mi sono trovata a confrontarmi con persone anche diverse
da me… Quindi, in questo senso è cambiata
e poi con il rapporto con la gente che prima non mi
conosceva e poi ha cominciato a conoscermi quindi, ho
vissuto anche questo nuovo rapporto con le persone.
Però poi, in realtà, io sono sempre la
stessa.
Valentina
e il panorama musicale italiano. Quali sono le tue muse
ispiratrici, i tuoi miti?
In Italia?
Si,
in Italia.
In
Italia… Cioè, non lo so... Muse ispiratrici…
Non è che qualcuno m’ha ispirato in particolare,
perché ho sempre cercato comunque di fare un
qualcosa che fosse solo mio. Ci sono degli artisti che
mi piacciono molto come Battiato oppure più attuali
come Carmen Consoli… Però più che
altro mi piace anche ricercare cose sconosciute soprattutto
anche straniere… Bjork… Oppure ancora più
sconosciute… Bjork è conosciuta, insomma,
però faccio anche delle ricerche mie di musica
particolare, quindi faccio ricerche di suoni…
Mi piace conoscere un po’ di tutto… Però
Bjork proprio, per me è un mito, è qualcosa
a cui mi potrei ispirare.
Impegni
futuri?
Impegni
futuri… Ora ho finito di lavorare al nuovo album
e stiamo aspettando il momento buono in cui possa uscire
… Quindi, un secondo album.
Perfetto,
grazie. |