Valentina
Giovagnini
"Creatura
nuda" è l'album del tuo debutto. E' un modo
per dire che con questo lavoro ti sei messa artisticamente
a nudo?
Più che altro è una metafora che
vuole indicare la volontà di ricercare le proprie
origini, sia personali sia musicali, e quindi di ritrovare
la propria identità, spogliata di quelle sono
tutte le falsità e le ideologie. Quello che si
riflette in "Creatura Nuda" è tutto
ciò che voglio esprimere con la mia musica, proprio
attraverso una ricerca soprattutto di suoni che rimandano
alla tradizione, alle antichità, alle origini.
Con
quale musica sei cresciuta e i tuoi artisti di riferimento
quali sono?
Quelli che hanno riportato un po' di tradizione
nella musica e nell'arte in genere. E comunque tutti
quelli che hanno cercato di portare nella musica le
sonorità della propria terra, come Enya con le
cornamuse dell'Irlanda o Bjork o Branduardi con i suoni
caratteristici del Medioevo, che rimandano quindi alla
tradizione antica. Quindi seguo chiunque abbia fatto
questo tentativo di recupero della tradizione alla quale
sono legati.
"Creatura
Nuda" è dunque un viaggio nel tempo, ma
la tua ricerca di suoni non sembra attraversare la tradizione
italiana. E' segno che musicalmente ami andare oltre
i confini?
Ho condotto la mia ricerca tra i suoni che più
mi affascinano, che non sono per forza appartenenti
alla tradizione italiana. Con la mente si spazia e si
può arrivare anche fino all'Irlanda, per recuperare
tutto ciò che comunque mi appartiene. Perchè
essendo nata e vissuta in una terra come la Toscana,
in cui si sentono forti le tradizioni e la radice antica,
mi affascina tutto ciò che è tradizione,
che sia italiana che sia irlandese o etnico in generale,
mi appartiene.
Nella
realizzazione di questo album, hai lavorato con Incenso
e Pinelli, quale è stato il tuo apporto?
Loro hanno concretizzato quella che era la mia
passione e quindi la mia idea di musica. Ho collaborato,
ho scritto due testi e ho suonato il whistle, che è
un flautino irlandese, della tradizione celtica. Quindi
insieme abbiamo concretizzato questa mia idea, questa
mia passione.
Valentina quanti anni hai?
Ventuno.
Sei
giovanissima eppure hai già una buona conoscenza
musicale, merito degli studi?
Forse perché sono stata sempre indirizzata
verso la musica, con la quale sono praticamente cresciuta,
perchè i primi studi sono stati appunto musicali.
Ho fatto anche il liceo musicale, insomma la direzione
è sempre stata quella.
Cosa
è significato andare a Sanremo per te?
Sanremo è stato un modo per poter presentare
questo mio progetto. Abbiamo pensato di provare attraverso
la selezione di materiale e alla fine, per fortuna,
è andata bene.
Aver
conquistato la critica quanto ha rimpiazzato la mancata
vittoria?
Mah, il mio unico obiettivo veramente era quello
di piacere e di portare un po' di novità sul
palco del Festival. Ho puntato sulle sonorità
nuove e particolari che potevano anche risultare difficili
al primo approccio, ma poi sembra che siano state apprezzate
e questa è stata la cosa più importante.
Sin dalle prime selezioni non pensavo di arrivare fino
alla fine. Tutto quello che è arrivato l'ho aprezzato
e l'ho sperato, però non avevo nessuna presunzione,
nessun obiettivo concreto e materiale. Tutto quello
che è arrivato è stato molto positivo.
I
Giovani subiscono spesso il fascino dei Big, a te chi
ha colpito in particolare?
A me è piaciuta molto Patty Pravo, che
però mi piace da sempre, ha un grande fascino
e riesce sempre a stregare con le sue esibizioni, perchè
ha intorno a sè una magia e un'atmosfera che
mi lasciano sempre esterefatta. Quindi lei sicuramente.
Ora
cosa ti attende?
Adesso si comincia il lavoro di promozione e
quindi ci saranno dei concerti.
Hai
già programmato il tour?
No, è in data da stabilire, quindi prossimamente.
Stiamo cominciando a pensarci adesso, perchè
l'album è uscito da poco.
Intervista di Paola De Simone
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